Scegliere tra i software di web analytics nel 2026 non significa più solo “installare Google Analytics”. Le aziende italiane devono bilanciare tre esigenze: dati affidabili per le decisioni di marketing, rispetto del GDPR e costi sostenibili. E l’offerta si è moltiplicata.
In questo confronto vediamo i principali software di web analytics sul mercato: Google Analytics 4, Matomo, Piwik PRO, Adobe Analytics, Plausible, Fathom, Mixpanel e Amplitude. Per ognuno indichiamo punti di forza, limiti e prezzi, verificati sui siti ufficiali a ottobre 2026. È una delle guide di riferimento della nostra sezione Web Analytics.
Come scegliere un software di web analytics: i criteri che contano
Prima di confrontare i nomi, chiariamo i criteri. Lo strumento “migliore” in assoluto non esiste: esiste quello più adatto alle vostre domande di business, al vostro budget e alle vostre competenze interne.
I sei criteri di valutazione
| Criterio | Domanda da porsi |
|---|---|
| Obiettivo | Mi servono analisi di marketing (canali, campagne) o di prodotto (uso di un’app, retention)? |
| Privacy e sede dei dati | Dove vengono conservati i dati? Serve il consenso? Ci sono trasferimenti extra UE? |
| Integrazione pubblicitaria | Devo collegare i dati a Google Ads o ad altre piattaforme per ottimizzare le campagne? |
| Facilità d’uso | Chi leggerà i report? Un analista o un imprenditore con dieci minuti al giorno? |
| Proprietà dei dati | Posso esportare i dati grezzi? Posso ospitare lo strumento sui miei server? |
| Costo totale | Licenza, ma anche ore di implementazione, manutenzione e formazione |
Il costo totale: oltre il prezzo di listino
Il canone mensile è solo la parte visibile della spesa. Quando confrontate i software, stimate anche le voci nascoste:
- Implementazione: configurare eventi, e-commerce e consenso richiede ore di lavoro, interne o di un consulente.
- Manutenzione: aggiornamenti, server e sicurezza, soprattutto per le soluzioni installate sui vostri server.
- Formazione: uno strumento potente ma non usato dal team è un costo senza ritorno.
- Migrazione: cambiare strumento significa ricostruire report e, spesso, perdere la continuità dello storico.
- Integrazioni: connettori verso CRM, dashboard e piattaforme pubblicitarie possono avere costi aggiuntivi.
Un software gratuito che richiede molte ore di configurazione può costare più di uno a pagamento già pronto all’uso. Vale anche il contrario: pagare una licenza enterprise senza avere chi la sfrutta è uno spreco.
Le domande da fare prima di scegliere
Prima di qualsiasi prova gratuita, rispondete per iscritto a queste domande con il vostro team:
- Quali decisioni prenderemo con questi dati nei prossimi dodici mesi?
- Chi leggerà i report, e con quale frequenza?
- Quanto del nostro budget pubblicitario passa da Google Ads?
- Abbiamo vincoli specifici su sede dei dati o settore regolamentato?
- Abbiamo le competenze interne per gestire un’installazione sui nostri server?
Le risposte restringono subito il campo a due o tre candidati, da provare in parallelo per qualche settimana.
Tre famiglie di strumenti
Per orientarsi è utile dividere il mercato in tre gruppi:
- Suite di marketing analytics: GA4, Adobe Analytics, Matomo, Piwik PRO. Misurano canali, campagne, conversioni e e-commerce.
- Analytics “privacy-first” semplificati: Plausible e Fathom. Pochi report essenziali, senza cookie, senza profilazione.
- Product analytics: Mixpanel e Amplitude. Pensati per analizzare l’uso di app e prodotti digitali, utente per utente.
Molte aziende ne usano più di uno: per esempio GA4 per il marketing e uno strumento di product analytics per il team prodotto.
Google Analytics 4: lo standard di mercato e i suoi limiti
GA4 è il software di web analytics più diffuso, ed è gratuito nella versione standard. Ha sostituito Universal Analytics, che ha smesso di elaborare dati nel luglio 2023. Per chi parte da zero abbiamo preparato una guida pratica a Google Analytics 4 per principianti.
Punti di forza
- Gratuito per la grande maggioranza dei siti.
- Integrazione nativa con Google Ads, Search Console, Merchant Center e Looker Studio.
- Modello basato sugli eventi, unico per sito e app.
- Esportazione dei dati grezzi in BigQuery, collegabile anche nella versione gratuita.
- Attribuzione data-driven e funzioni di modellazione quando il consenso manca.
Limiti
- Curva di apprendimento ripida: l’interfaccia non è intuitiva per i principianti.
- Conservazione dei dati a livello di utente ed evento limitata a 14 mesi nella versione standard.
- Soglie e campionamento possono nascondere dati in alcuni report.
- Trasferimento dei dati verso un fornitore statunitense, con le implicazioni privacy che vediamo più avanti.
Prezzo
La versione standard è gratuita. La versione enterprise, Google Analytics 360, ha prezzi su preventivo e offre limiti più alti, accordi sul livello di servizio e funzioni avanzate.
Per chi è adatto
Per la maggior parte di PMI, e-commerce e siti di lead generation che investono in Google Ads. Se le campagne Google sono una parte rilevante del budget, l’integrazione nativa è difficile da sostituire.
Matomo e Piwik PRO: le alternative europee complete
Per chi vuole funzioni paragonabili a GA4 ma con dati ospitati in Europa, le due alternative più solide sono Matomo e Piwik PRO. Hanno una radice comune: entrambi derivano dal progetto open source Piwik, poi evoluto in due prodotti distinti.
Matomo
Matomo è un software open source che potete installare sui vostri server (On-Premise) oppure usare in versione Cloud gestita.
- On-Premise: la versione Community è gratuita; i plugin premium (heatmap, funnel, A/B test, report personalizzati) si acquistano singolarmente o in pacchetti. Secondo la pagina prezzi, i pacchetti partono da circa 230 €/mese.
- Cloud: piano Business a partire da 29 al mese (IVA esclusa) per 50.000 hit mensili, con dati ospitati a Francoforte, in Germania.
- Nessun campionamento dei dati e importazione dei dati storici da Google Analytics.
Il vantaggio principale è la proprietà completa dei dati: nella versione On-Premise nessun dato lascia la vostra infrastruttura. Il rovescio della medaglia sono server, aggiornamenti e sicurezza da gestire internamente.
Piwik PRO
Piwik PRO si posiziona come suite per settori regolamentati: sanità, finanza, pubblica amministrazione. Include analytics, tag manager e gestione del consenso in un’unica piattaforma.
Un cambiamento importante del 2026: il piano gratuito Core è stato dismesso a febbraio 2026. Oggi l’offerta parte dal piano Business (indicato da circa 36 €/mese, con prova gratuita di 30 giorni) fino ai piani Enterprise su preventivo, che la pagina prezzi indica a partire da 25.000 $ annui.
Matomo, Piwik PRO o GA4?
| Criterio | GA4 | Matomo | Piwik PRO |
|---|---|---|---|
| Prezzo d’ingresso | Gratuito | Gratuito (On-Premise) / Cloud da 29 al mese | Business da circa 36 €/mese |
| Sede dei dati | Infrastruttura Google | Vostri server o UE (Cloud) | Cloud UE o privato |
| Self-hosting | No | Sì | Solo piani enterprise (cloud privato) |
| Integrazione Google Ads | Nativa | Limitata | Limitata |
| Tag manager incluso | Separato (GTM) | Sì | Sì |
| Gestione del consenso inclusa | No (serve una CMP) | Funzioni privacy integrate | Sì |
Plausible e Fathom: analytics semplici e senza cookie
Non tutti hanno bisogno di decine di report. Per blog, siti istituzionali, landing page e piccoli e-commerce, gli strumenti privacy-first offrono una dashboard di una sola pagina, leggibile in un minuto.
Plausible
Plausible è uno strumento open source sviluppato in Europa. Secondo il sito ufficiale non usa cookie né identificatori persistenti e i dati vengono elaborati su infrastrutture di proprietà europea, senza lasciare l’UE.
- Piani a partire da 9 $/mese (piano Starter, fascia da 10.000 pageview mensili).
- Obiettivi, monitoraggio di UTM, funnel, tracciamento dei ricavi e integrazione con Search Console.
- Script molto leggero rispetto a quello di Google Analytics.
- Prova gratuita di 30 giorni.
Fathom
Fathom Analytics segue la stessa filosofia: semplicità e privacy.
- Piani a partire da 15 $/mese fino a 100.000 pageview mensili, con 50 siti inclusi.
- Tutti i piani includono le stesse funzioni: eventi, ricavi, campagne UTM, API, filtro dei bot.
- Nessun piano gratuito; prova di 7 giorni.
Attenzione al tema del consenso
Entrambi i fornitori dichiarano che con i loro strumenti non servono banner cookie. Ricordate però che la valutazione finale spetta a voi come titolari del trattamento: verificate la configurazione con il vostro consulente privacy, soprattutto se usate funzioni aggiuntive.
Il limite principale
Con questi strumenti rinunciate a profilazione, attribuzione multicanale avanzata e integrazione con le piattaforme pubblicitarie. Sono perfetti per capire “quanto e da dove”, meno per ottimizzare campagne a pagamento complesse.
Adobe Analytics, Mixpanel e Amplitude: enterprise e product analytics
Adobe Analytics
Adobe Analytics è la soluzione enterprise per eccellenza, parte di Adobe Experience Cloud. Offre segmentazione molto avanzata, analisi multicanale e integrazione con gli altri prodotti Adobe per la personalizzazione dei contenuti.
I prezzi non sono pubblici e vengono definiti su preventivo. È una scelta sensata per grandi aziende con un team di analisti dedicato e budget importanti; per una PMI è quasi sempre sovradimensionata.
Mixpanel
Mixpanel è nato per analizzare il comportamento degli utenti all’interno di prodotti digitali: app, piattaforme SaaS, marketplace.
- Piano gratuito fino a 1 milione di eventi al mese, con funnel e analisi di retention.
- Piano Growth con il primo milione di eventi gratuito e costi che crescono con il volume.
- Session replay e heatmap inclusi, con limiti di volume.
- Opzione di residenza dei dati in UE, da attivare alla creazione del progetto.
Amplitude
Amplitude è il principale concorrente di Mixpanel.
- Piano gratuito fino a 2 milioni di eventi al mese, senza carta di credito.
- Piano Plus con i primi 2 milioni di eventi gratuiti e scalabilità fino a 70 milioni.
- Piattaforma che unisce analytics, session replay, esperimenti e sondaggi.
- Opzione di data center europeo su tutti i piani.
Quando scegliere la product analytics
Se il vostro business è un’app o un SaaS, le domande chiave sono: quanti utenti attivano la funzione principale? Quanti tornano dopo 30 giorni? Mixpanel e Amplitude rispondono molto meglio di GA4. Per un e-commerce o un sito di lead generation, invece, restano spesso un complemento.
Tabella riassuntiva dei software
| Software | Tipologia | Piano gratuito | Prezzo d’ingresso (ottobre 2026) | Ideale per |
|---|---|---|---|---|
| Google Analytics 4 | Marketing analytics | Sì | Gratuito / 360 su preventivo | PMI ed e-commerce con Google Ads |
| Matomo | Marketing analytics | Sì (On-Premise) | Cloud da 29 al mese | Chi vuole proprietà dei dati |
| Piwik PRO | Marketing analytics | No (dal 2026) | Business da circa 36 €/mese | Settori regolamentati |
| Adobe Analytics | Enterprise | No | Su preventivo | Grandi aziende |
| Plausible | Privacy-first | No (prova 30 giorni) | Da 9 $/mese | Blog, siti vetrina, landing |
| Fathom | Privacy-first | No (prova 7 giorni) | Da 15 $/mese | Siti semplici, più domini |
| Mixpanel | Product analytics | Sì (1M eventi) | Growth a consumo | App e SaaS |
| Amplitude | Product analytics | Sì (2M eventi) | Plus a consumo | App e SaaS |
GDPR e Google Analytics in Italia: cosa ha deciso il Garante e come scegliere
Nessun confronto tra software di web analytics per il mercato italiano è completo senza parlare di GDPR. Il tema è stato al centro dell’attenzione dal 2022.
Il provvedimento del Garante del 2022
Con il provvedimento del 9 giugno 2022, reso pubblico il 23 giugno, il Garante per la protezione dei dati personali ha dichiarato illecito l’uso di Google Analytics (allora Universal Analytics) da parte di un editore online, Caffeina Media S.r.l. Il motivo: il trasferimento di dati personali verso gli Stati Uniti senza garanzie adeguate, in violazione degli articoli 44 e 46 del GDPR.
Due passaggi del provvedimento sono rimasti centrali per tutto il settore:
- L’indirizzo IP è un dato personale.
- Anche se troncato, non diventa un dato anonimo, considerata la capacità di Google di arricchirlo con altri dati.
Il Garante ha ingiunto alla società di mettersi in regola entro 90 giorni e ha annunciato verifiche sugli altri gestori di siti.
Cosa è cambiato dopo: il Data Privacy Framework
Il 10 luglio 2023 la Commissione europea ha adottato la decisione di adeguatezza sull’EU-US Data Privacy Framework. Le aziende statunitensi che aderiscono al framework possono ricevere dati personali dall’UE senza ulteriori garanzie specifiche.
Questo ha cambiato lo scenario su cui si basavano le decisioni del 2022. Il quadro però resta sorvegliato: il framework è oggetto di contestazioni legali e una futura sentenza potrebbe rimetterlo in discussione, come accaduto ai precedenti accordi Safe Harbor e Privacy Shield.
Le regole pratiche per il 2026
Qualunque strumento scegliate, alcune regole valgono sempre:
- Consenso: per GA4 e per gli strumenti che usano cookie di profilazione o di terze parti serve un banner conforme, con Consent Mode V2 per i tag Google.
- Informativa aggiornata, con l’elenco degli strumenti e delle finalità.
- Nomina del fornitore come responsabile del trattamento e accettazione degli accordi sul trattamento dei dati.
- Minimizzazione: non inviate dati personali (email, nomi) negli eventi o negli URL.
- Valutazione documentata della scelta, da condividere con il vostro DPO o consulente privacy.
La nostra matrice di scelta
| Se la vostra priorità è… | Strumento consigliato |
|---|---|
| Ottimizzare campagne Google Ads | GA4 (con Consent Mode V2) |
| Tenere i dati sui vostri server | Matomo On-Premise |
| Conformità in settori regolamentati | Piwik PRO |
| Report semplici senza cookie | Plausible o Fathom |
| Analizzare l’uso di un’app o di un SaaS | Mixpanel o Amplitude |
| Analytics enterprise multicanale | Adobe Analytics o GA4 360 |
Una strategia molto diffusa è l’approccio ibrido: GA4 per le campagne, con il consenso, affiancato da uno strumento privacy-first per avere un conteggio di base del traffico. Qualunque sia la scelta, il software è solo metà del lavoro. L’altra metà è una configurazione pulita, eventi chiave coerenti e KPI chiari, come vediamo nella guida su come misurare conversioni e ROI delle campagne. Per capire invece il “perché” dietro i numeri, abbinate l’analytics alle mappe di calore e alle registrazioni delle sessioni.





