Migliori software di email marketing: confronto e prezzi 2026

Smartphone che mostra una newsletter promozionale appena ricevuta nella casella di posta, con immagine dei prodotti e pulsante di invito all'acquisto

Scegliere un software email marketing sembra una decisione da cinque minuti: si apre il sito più famoso, si crea un account gratuito e si parte. Poi, dopo qualche mese, arrivano i primi limiti: i contatti superano la soglia del piano free, le automazioni richiedono un upgrade, le email finiscono nello spam e nessuno sa dire quante vendite abbia portato l’ultima newsletter.

In questa guida mettiamo a confronto i migliori software email marketing del 2026 (Mailchimp, Brevo, MailerLite, ActiveCampaign, HubSpot, GetResponse e Klaviyo) con un criterio molto pratico: cosa fanno bene, per chi sono pensati e quanto costano davvero. I prezzi citati li abbiamo controllati sulle pagine ufficiali il 2 novembre 2026; dove il listino non era consultabile in modo affidabile, lo diciamo chiaramente invece di riportare cifre a memoria. È un articolo della categoria MarTech & Strumenti, dove raccogliamo i confronti tra gli strumenti che usiamo ogni giorno con i clienti.

 

Cos’è un software di email marketing e perché conviene ancora

Un software di email marketing è la piattaforma che vi permette di raccogliere contatti, organizzarli in liste e segmenti, progettare email con un editor visuale, inviarle a migliaia di persone senza finire bloccati dai provider e, soprattutto, misurare i risultati. Inviare una newsletter dalla casella Gmail aziendale è come spedire cento lettere infilandole una per una nella buca delle lettere: si può fare, ma è lento, nessuno vi dice chi le ha aperte e alla decima volta il postino comincia a guardarvi con sospetto.

Perché parlarne ancora nel 2026, con social, chat e community ovunque? Perché la lista email è uno dei pochi canali che possedete davvero. Un algoritmo social può dimezzare la vostra copertura da un giorno all’altro; i contatti che vi hanno dato il consenso restano vostri e potete portarli da una piattaforma all’altra con un semplice export.

Le funzioni che oggi trovate in quasi tutti gli strumenti sono:

  • Editor drag & drop e modelli pronti per newsletter e campagne promozionali;
  • Form di iscrizione e popup da collegare al sito, spesso anche landing page;
  • Segmentazione per interessi, comportamento, acquisti o dati anagrafici;
  • Automazioni: sequenze di benvenuto, carrello abbandonato, email di compleanno, riattivazione dei clienti inattivi;
  • A/B test su oggetto, contenuto e orario di invio;
  • Report su aperture, clic, disiscrizioni e, nei piani più evoluti, ricavi attribuiti.

La differenza tra un prodotto e l’altro non sta quasi mai nella presenza di una funzione, ma in quanto è profonda, in quale piano si sblocca e in come cresce il prezzo quando la lista cresce. È lì che conviene concentrare l’attenzione.

 

Come scegliere il software di email marketing giusto: 7 criteri

Team di marketing riunito attorno a un tavolo con laptop, tablet e grafici mentre valuta quale software di email marketing scegliere
Foto di Mikael Blomkvist su Pexels

Prima di guardare i listini, vi consigliamo di rispondere a sette domande. Sono le stesse che facciamo ai clienti quando ci chiedono quale piattaforma adottare, e servono a evitare l’errore più comune: scegliere lo strumento più famoso invece di quello più adatto.

  1. Quanti contatti avete oggi e quanti ne avrete tra un anno? Quasi tutti i listini salgono per scaglioni di contatti. Uno strumento economico a 500 iscritti può diventare caro a 10.000.
  2. Quante email inviate al mese? Alcuni piani contano i contatti, altri gli invii (è il caso di Brevo). Chi ha una lista grande ma scrive poco spesso può risparmiare parecchio con un modello basato sugli invii.
  3. Vi servono automazioni complesse? Una sequenza di benvenuto la fanno tutti. Percorsi con condizioni, punteggi e attese basate sul comportamento sono un altro mestiere: lì entrano in gioco la marketing automation vera e propria e strumenti come ActiveCampaign o HubSpot.
  4. Avete un e-commerce? Se vendete online, l’integrazione con Shopify, WooCommerce o PrestaShop (prodotti, ordini, carrelli abbandonati) vale più di qualunque modello grafico.
  5. Vi serve anche un CRM? Se il team commerciale segue trattative e preventivi, ha senso valutare una piattaforma con CRM integrato. Ne abbiamo parlato nel confronto HubSpot vs Salesforce vs ActiveCampaign.
  6. Dove stanno i dati? Per un’azienda italiana contano la conformità al GDPR, la disponibilità di un DPA (accordo sul trattamento dei dati) e, se possibile, server nell’Unione Europea.
  7. Chi lo userà ogni giorno? Un’interfaccia in italiano e un editor semplice fanno la differenza se a scrivere la newsletter è il titolare o una persona che si occupa anche di altro.

Una metafora che usiamo spesso: scegliere un software di email marketing è come scegliere un furgone per un’attività che sta crescendo. Comprare un camion a rimorchio per consegnare dieci pacchi al giorno è uno spreco; prendere un’utilitaria quando dovete traslocare un magazzino è un problema. Il mezzo giusto è quello che regge il carico di oggi e quello del prossimo anno.

 

Confronto rapido: la tabella dei 7 strumenti

Laptop con un report a grafici a torta e a barre sullo schermo, come durante il confronto tra le piattaforme di email marketing
Foto di Negative Space su Pexels

Ecco una sintesi per orientarvi. I dati sui piani gratuiti e i prezzi di partenza sono quelli che abbiamo letto sulle pagine prezzi ufficiali il 2 novembre 2026: i listini cambiano spesso (MailerLite, per esempio, ha aggiornato i propri a giugno 2026), quindi controllate sempre prima di abbonarvi.

Software Ideale per Piano gratuito Prezzo di partenza Punto di forza
Mailchimp Piccole aziende che vogliono uno strumento noto e completo Sì, fino a 250 contatti e 500 email al mese Essentials da 13 $ al mese Ecosistema di integrazioni e modelli
Brevo Liste grandi con invii non frequenti, chi vuole email + SMS + WhatsApp Sì, 300 email al giorno Starter da 7 € al mese Prezzo basato sugli invii, non sui contatti
MailerLite Freelance, blog, PMI che cercano semplicità Sì, fino a 250 iscritti e 2.500 email al mese Comfort da 11 € al mese Editor semplice, buon rapporto qualità/prezzo
GetResponse Chi vuole newsletter, landing page e webinar in un unico strumento Account gratuito con limiti dopo la prova Starter da 16 € al mese (1.000 contatti) Invii illimitati e funzioni per i funnel
ActiveCampaign Aziende che puntano su automazioni avanzate No, prova di 14 giorni Da verificare sul sito ufficiale Automazioni e segmentazione molto profonde
HubSpot Team marketing e vendite che lavorano sullo stesso CRM Strumenti gratuiti con funzioni base Starter da 15 € al mese per postazione (annuale) CRM integrato e reportistica unificata
Klaviyo E-commerce, soprattutto su Shopify Sì, fino a 250 profili attivi e 500 email al mese Da verificare sul sito ufficiale Dati di acquisto e previsioni sui clienti

La tabella racconta già una cosa importante: non esiste un vincitore assoluto. Esiste lo strumento giusto per un certo tipo di lista, di budget e di obiettivo. Nei prossimi due capitoli entriamo nel dettaglio, dividendo i sette software in due famiglie: quelli nati per le newsletter e quelli nati per l’automazione e la vendita.

 

Mailchimp, Brevo, MailerLite e GetResponse: i più usati per newsletter e PMI

Illustrazione di un laptop con l'editor drag and drop di una newsletter: blocchi di contenuto a sinistra, modello email al centro e impostazioni a destra

Questi quattro strumenti sono il punto di partenza naturale per la maggior parte delle piccole e medie imprese italiane. Hanno tutti un editor visuale, modelli pronti, form di iscrizione e automazioni di base; cambiano il modello di prezzo e la profondità delle funzioni.

Mailchimp

Mailchimp è il nome che tutti conoscono, e non per caso: ha un’enorme libreria di integrazioni, modelli curati e un sistema di report chiaro. Il piano gratuito però è diventato stretto: secondo la pagina prezzi ufficiale arriva a 250 contatti, con un massimo di 500 email al mese (e 250 al giorno), un solo utente e il marchio Mailchimp nelle email. I piani a pagamento sono Essentials, Standard e Premium; il limite di invii mensili è un multiplo dei contatti (10 volte su Essentials, 12 su Standard, 15 su Premium). Le automazioni più interessanti, come i percorsi con più rami, si sbloccano da Standard in su.

Per chi è adatto: chi vuole uno strumento affidabile e collegabile a quasi tutto, ed è disposto a pagare un po’ di più man mano che la lista cresce.

Brevo

Brevo (l’ex Sendinblue) ha una caratteristica che lo rende unico in questo confronto: il prezzo dipende soprattutto dal numero di email inviate, non dai contatti. Il piano Free consente 300 email al giorno e, secondo la documentazione ufficiale, permette di conservare fino a 100.000 contatti. Per chi ha una lista ampia ma invia una newsletter al mese è un vantaggio notevole. Oltre all’email, Brevo gestisce SMS, WhatsApp, chat e un CRM leggero; l’interfaccia è disponibile in italiano.

Attenzione ai dettagli dei piani: il piano Standard aggiunge automazioni, A/B test e l’invio all’orario migliore, mentre su Starter la rimozione del logo Brevo è un componente aggiuntivo a pagamento.

Per chi è adatto: PMI con liste grandi, invii non quotidiani e bisogno di più canali nello stesso strumento.

MailerLite

MailerLite è lo strumento che consigliamo più spesso a chi parte da zero: editor pulito, landing page e form inclusi, automazioni comprensibili anche senza esperienza. Il piano Free comprende fino a 250 iscritti, 2.500 email al mese e due utenti. Dal 16 giugno 2026 i piani a pagamento si chiamano Comfort e Power: il secondo offre invii illimitati e supporto via chat 24/7. Un punto spesso trascurato: MailerLite dichiara di conservare i dati nell’Unione Europea, un aspetto utile in ottica GDPR.

Per chi è adatto: freelance, blog, associazioni e piccole aziende che vogliono spendere poco senza rinunciare a un risultato professionale.

GetResponse

GetResponse si posiziona come piattaforma per costruire un intero funnel: newsletter, landing page, webinar, corsi online e automazioni. Tutti i piani a pagamento includono invii illimitati e il prezzo cresce con il numero di contatti. C’è una prova gratuita di 14 giorni delle funzioni premium, al termine della quale si può restare su un account gratuito con limiti. Sul piano Starter è incluso un solo flusso di automazione personalizzato: chi vuole automatizzare davvero deve guardare a Marketer o Creator.

Per chi è adatto: chi vende corsi, consulenze o infoprodotti e vuole gestire landing page, webinar ed email da un unico pannello.

 

ActiveCampaign, HubSpot e Klaviyo: quando servono automazioni, CRM ed e-commerce

Donna con una carta di pagamento in mano mentre completa un acquisto online sul laptop, il momento che le automazioni e-commerce seguono
Foto di Darina Belonogova su Pexels

Il secondo gruppo comprende strumenti che fanno anche newsletter, ma sono nati per altro. Se il primo gruppo è un’ottima tipografia, questo è una regia: decide chi riceve cosa, quando e perché, in base a ciò che le persone fanno sul sito, nel negozio online o nel rapporto con il commerciale.

ActiveCampaign

ActiveCampaign è il riferimento per le automazioni avanzate. Il builder visuale permette di costruire percorsi con condizioni, attese, punteggi dei contatti (lead scoring) e rami multipli; dai piani superiori arrivano contenuti condizionali, invio predittivo e attribuzione. Non esiste un piano gratuito permanente: la pagina ufficiale propone una prova di 14 giorni senza carta di credito. I piani sono Starter, Plus, Pro ed Enterprise, con un limite di invii proporzionato ai contatti. Da sapere: su Starter ogni automazione è limitata a pochi passaggi (cinque azioni), un vincolo che si sente presto.

Per chi è adatto: aziende B2B e B2C che vogliono nutrire i contatti nel tempo con sequenze personalizzate e collegare l’email a un CRM di vendita.

HubSpot

HubSpot non è un software di email marketing in senso stretto: è una piattaforma completa in cui l’email è uno dei moduli del Marketing Hub, collegato al CRM gratuito. Il vantaggio è enorme quando marketing e vendite lavorano insieme: il commerciale vede quali email ha aperto un potenziale cliente, il marketing sa quali contatti sono diventati clienti. Gli strumenti gratuiti permettono di iniziare; il piano Starter si paga per postazione (utente), mentre Professional ed Enterprise, dove si trovano le automazioni più potenti, hanno costi di un altro ordine di grandezza.

Per chi è adatto: aziende strutturate che vogliono un unico ecosistema per marketing, vendite e assistenza, e sono pronte a investire per farlo.

Klaviyo

Klaviyo è nato per l’e-commerce e si vede: si collega a Shopify, WooCommerce e alle altre piattaforme di vendita, importa prodotti e ordini, calcola il valore dei clienti e prevede la data probabile del prossimo acquisto. Le email di carrello abbandonato, prodotto visto, riassortimento e post-acquisto sono pronte in pochi clic. Il piano gratuito arriva a 250 profili attivi e 500 email al mese, con supporto via email limitato ai primi 60 giorni. Il prezzo sale con i profili attivi e, per chi ha cataloghi importanti, può diventare una voce significativa.

Per chi è adatto: negozi online che vogliono usare i dati di acquisto per aumentare il valore medio dell’ordine e la frequenza di riacquisto.

 

Prezzi 2026: quanto costa davvero un software di email marketing

Persona che usa una calcolatrice accanto al laptop per calcolare il costo annuale dei piani di email marketing
Foto di Mikhail Nilov su Pexels

Ecco i prezzi di partenza che abbiamo rilevato sulle pagine ufficiali il 2 novembre 2026. Sono importi indicativi al netto delle imposte, per il primo scaglione di contatti o invii: il prezzo reale dipende dalla dimensione della lista.

  • Brevo: Free a 0 €; Starter da 7 € al mese; Standard da 15 € al mese; Professional da 499 € al mese; Enterprise su preventivo. Con il pagamento annuale lo sconto è del 10%.
  • MailerLite: Free a 0 €; Comfort da 11 € al mese (9,90 € con fatturazione annuale) e Power da 19 € al mese (17,10 € annuale), entrambi riferiti a 500 iscritti; Enterprise su preventivo oltre i 200.000 iscritti.
  • GetResponse: Starter 16 € al mese per 1.000 contatti con pagamento mensile (13,12 € al mese con l’annuale), Marketer 54 € e Creator 62 €; con l’annuale lo sconto è del 18%.
  • Mailchimp: Essentials da 13 $ al mese, Standard da 20 $ al mese, Premium da 350 $ al mese. Anche la pagina italiana mostra i prezzi in dollari, quindi l’importo in euro dipende dal cambio e dalla fatturazione.
  • HubSpot: Marketing Hub Starter da 15 € al mese per postazione con fatturazione annuale, 20 € con pagamento mensile, secondo le pagine prodotto ufficiali europee. Sul sito internazionale sono spesso attive promozioni per i nuovi clienti.
  • ActiveCampaign e Klaviyo: i listini si calcolano in base ai contatti o ai profili direttamente sul sito; il giorno della nostra verifica non siamo riusciti a leggerli in modo affidabile, quindi non riportiamo cifre. Vi consigliamo di usare il loro calcolatore inserendo il numero reale dei vostri contatti.

I costi che non si vedono in vetrina

Il prezzo di partenza è come il prezzo del biglietto aereo senza bagaglio: attira l’attenzione, ma raramente è quello che pagherete. Prima di firmare, controllate queste voci:

  • Scaglioni di contatti: a 5.000 o 10.000 contatti il prezzo può moltiplicarsi. Simulate sempre la vostra lista tra dodici mesi.
  • Contatti disiscritti e inattivi: alcune piattaforme li conteggiano finché non li eliminate. Una pulizia periodica della lista fa risparmiare.
  • Postazioni utente: HubSpot e altri strumenti si pagano per utente; tre persone del team possono triplicare la spesa.
  • Funzioni in add-on: rimozione del logo, IP dedicato, SMS, utenti aggiuntivi, CRM o landing page possono essere a parte.
  • Onboarding obbligatorio: nei piani più alti di alcune piattaforme l’attivazione assistita è a pagamento.
  • Cambio di valuta: i listini in dollari si traducono in importi in euro che variano con il cambio.

Un consiglio pratico: fate un foglio con tre colonne (oggi, tra 12 mesi, tra 24 mesi) e calcolate per ogni strumento il costo con il numero di contatti e di invii previsto. Spesso la classifica dei più economici si ribalta.

 

Deliverability, GDPR e misurazione: cosa controllare prima di partire

Mano che tiene uno smartphone con la casella Posta in arrivo aperta, dove le email devono arrivare evitando lo spam
Foto di Solen Feyissa su Pexels

Il miglior software del mondo non serve a nulla se le email finiscono nella cartella spam. La deliverability, cioè la capacità di arrivare nella posta in arrivo, dipende in parte dalla piattaforma e in gran parte da come la usate. Dal 2024 Gmail e Yahoo richiedono a chi invia grandi volumi l’autenticazione del dominio e una disiscrizione semplice: oggi è un requisito di base, non un dettaglio tecnico.

La checklist tecnica

  • Configurate SPF, DKIM e DMARC sul vostro dominio: tutti i software del confronto spiegano come fare.
  • Inviate da un indirizzo del vostro dominio (newsletter@vostrosito.it), mai da una casella gratuita.
  • Inserite un link di disiscrizione ben visibile e, se il software lo supporta, la disiscrizione con un clic.
  • Usate il double opt-in quando la lista arriva da form pubblici: meno contatti, ma più veri.
  • Eliminate o riattivate i contatti che non aprono da mesi: una lista pulita protegge la reputazione del mittente.

Consenso e privacy

In Italia non si invia una newsletter commerciale senza consenso esplicito e documentato. Verificate che la piattaforma registri data, origine e testo del consenso, che offra un DPA conforme al GDPR e che dichiari dove conserva i dati. Se nelle email o nelle landing page usate pixel e script di tracciamento, ricordate di coordinarli con il banner cookie e con il Consent Mode V2.

Misurare il valore reale delle email

Il tasso di apertura è un indicatore sempre meno affidabile, perché alcuni client di posta precaricano le immagini e “aprono” le email al posto dell’utente. Guardate piuttosto clic, conversioni e ricavi. Per farlo, aggiungete parametri UTM coerenti a tutti i link (quasi tutti i software lo fanno in automatico) e leggete i risultati in Google Analytics 4: nella nostra guida pratica a GA4 trovate le basi, mentre in eventi e conversioni in GA4 spieghiamo come trasformare un acquisto o un contatto in un evento chiave. Così potete confrontare l’email con gli altri canali usando gli stessi numeri, invece di fidarvi solo del report della piattaforma.

La nostra sintesi

Se partite da zero e volete spendere poco, MailerLite e Brevo sono le scelte più equilibrate: il primo per semplicità, il secondo se avete tanti contatti e inviate poco spesso. Mailchimp resta una garanzia per integrazioni e facilità, a un prezzo più alto. GetResponse è interessante se vendete corsi e webinar. Quando l’email diventa il motore delle vendite, il salto naturale è verso ActiveCampaign (automazioni), HubSpot (CRM e team commerciale) o Klaviyo (e-commerce). Qualunque sia la scelta, sfruttate le prove gratuite, importate una parte della lista e fate un vero invio di prova: è il modo più rapido per capire se il software di email marketing che avete scelto è quello giusto per voi. Per approfondire gli altri strumenti di questo settore, trovate tutti gli articoli su email marketing e nella categoria MarTech & Strumenti.

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