Se cercate hotjar per capire dove i visitatori cliccano, dove abbandonano e perché un form non converte, oggi la risposta ufficiale è un’altra: Hotjar è diventato Contentsquare. Le funzioni che conoscevate — heatmap, session replay, survey — restano, ma i nuovi account si aprono sulla piattaforma Contentsquare e il piano gratuito è molto più generoso di quello storico di Hotjar.
In questa guida aggiornata al 2026 vediamo cos’è Hotjar oggi, quali funzionalità offre Contentsquare Experience Analytics, come installarlo con snippet, Google Tag Manager o WordPress, quanto costano Free e Growth, come si confronta con Microsoft Clarity, e come usarlo nel lavoro di CRO rispettando GDPR e consenso. Trovate anche i tag Hotjar, Mappe di calore, Session Recording, Microsoft Clarity, A/B test e GA4.
Cos’è Hotjar oggi (e perché è Contentsquare)
Hotjar è nato come strumento di experience analytics: non si limita a contare le visite, come fa un software di web analytics, ma mostra come le persone usano le pagine. Heatmap, registrazioni delle sessioni e sondaggi sono stati per anni il kit base di chi lavora sulla conversione. Contentsquare ha acquisito Hotjar nel 2021; nel 2025–2026 i due prodotti sono stati fusi in un’unica piattaforma. Sul sito ufficiale si legge chiaramente: «Hotjar is now Contentsquare». Non è più possibile creare un nuovo account standalone su Hotjar: i nuovi utenti si iscrivono su Contentsquare. Chi aveva già Hotjar può continuare ad accedere con le stesse credenziali, e molti account esistenti sono stati migrati verso Contentsquare con un periodo di transizione.
Immaginate due negozi che condividono lo stesso magazzino e alla fine uniscono anche l’ingresso. La merce (heatmap, replay, survey) è ancora lì, ma l’insegna sul portone è una sola. Per chi arriva oggi, quindi, «provare Hotjar» significa in pratica aprire un account Contentsquare Free o Growth e usare l’area Experience Analytics.
Il salto di scala sul piano gratuito è evidente. Il vecchio Hotjar Free catturava circa 35 sessioni al giorno; Contentsquare Free arriva fino a 200.000 sessioni mensili, con heatmap, replay, funnel, monitoraggio errori/performance e survey di base. È come passare da un taccuino a un quaderno a fogli mobili: stesso mestiere, molto più spazio. Restano utili gli articoli di contesto già pubblicati su Trackset, come la guida alle mappe di calore e alle registrazioni delle sessioni e l’analisi dedicata a Microsoft Clarity, che resta l’alternativa gratuita «senza tetto» di traffico.
Attenzione a un dettaglio commerciale: in molte pagine Contentsquare parla ancora del brand Hotjar per non disorientare chi cerca quel nome. Nei confronti, nei prezzi e nelle FAQ ufficiali, però, il prodotto a cui vi iscrivete è Contentsquare. In questo articolo useremo entrambi i nomi dove serve chiarezza SEO e storica, ma i numeri di piano e le feature citate vengono dalla pagina pricing ufficiale di Contentsquare (Experience Analytics).
Funzionalità: heatmap, session replay, funnel, survey, errori e Sense AI

Il cuore del prodotto resta lo stesso che cercavate con Hotjar: capire il comportamento reale sulle pagine. Sui piani Experience Analytics (Free e Growth) trovate, secondo la documentazione ufficiale, queste famiglie di funzioni.
Heatmap e zone
Le mappe di calore riassumono migliaia di interazioni in una vista a colori: dove si clicca, fino a dove si scorre, quali blocchi della pagina ricevono attenzione. Sul piano Growth compaiono anche le zone-based heatmaps, i riassunti AI delle heatmap e confronti affiancati. Pensatele come la mappa termica di un padiglione fieristico: i corridoi più caldi sono quelli in cui la folla si ferma; le zone fredde sono gli stand che nessuno guarda.
Session replay
Il session recording (session replay) ricostruisce una visita: scroll, clic, movimenti. Non è un video della webcam, ma una ricomposizione del DOM e delle azioni. Sul Free il capture delle replay è al 5% delle sessioni (max 10.000) con accesso ai replay di 1 mese; sul Growth sale al 15% (minimo 20.000) con accesso di 2 mesi, più riassunti AI delle sessioni. Il consiglio pratico è filtrare subito per frustrazione (rage click, errori, abbandoni sul form) invece di guardare sessioni a caso.
Funnel e journey
I funnel sono inclusi già nel Free: vedete dove si interrompe il percorso verso l’obiettivo. Sul Growth arrivano journey analysis e impact quantification, utili per stimare l’effetto di un problema o di una modifica. Se state ancora costruendo il percorso commerciale del sito, la nostra guida al funnel di marketing vi dà il vocabolario per impostare gli step giusti.
Un uso concreto: impostate un funnel «scheda prodotto → add to cart → checkout → purchase» e aprite le replay solo sugli utenti che escono al checkout. In mezza giornata di lavoro mirato spesso emerge un pattern ripetuto — campo obbligatorio poco chiaro, costo di spedizione che appare tardi, metodo di pagamento che fallisce su mobile — che una heatmap da sola non spiega.
Survey e Voice of Customer
Le survey di base sono nel Free Experience Analytics; c’è poi una linea dedicata Voice of Customer: Free con 100 risposte/mese, Growth VoC da circa 79 $/mese (toggle annuale sulla pricing page). Le survey rispondono alla domanda che le heatmap non possono fare: «perché» l’utente ha chiuso la pagina o ha lasciato il carrello.
Errori, performance e Sense AI
Contentsquare Free include error monitoring (errori JavaScript) e performance monitoring di base (tra cui Core Web Vitals nelle tabelle comparative). Sul Growth entrano le funzioni AI di prodotto: Sense AI chat, riassunti di session replay e di heatmap, e Sense Analyst lite (beta). Sense chat è l’assistente che risponde in linguaggio naturale sui dati; usatelo come un collega che sfoglia i report, non come un oracolo: verificate sempre sulle viste originali.
- Free: 1 progetto, 1 mese di data access, replay/heatmap/funnel, errori e performance, survey base, MCP verso LLM con limiti bassi.
- Growth: 3 progetti, 13 mesi di data access, zone heatmap, journey, impact quantification, Sense AI, riassunti.
- Pro / Enterprise (Experience Platform): preventivo, più progetti, journey cross-device, attribution, tool AI avanzati.
Come installarlo: snippet, Google Tag Manager e WordPress

L’installazione resta conceptually semplice: create il progetto su Contentsquare, recuperate il codice di tracking e fatelo caricare su tutte le pagine che volete analizzare. Tre strade tipiche.
1. Snippet nel <head>
Copiate lo script fornito dalla piattaforma e inseritelo nella sezione <head> del sito (tema, layout, o file di template). È il metodo più diretto, ma anche il più fragile: un cambio tema può farlo sparire. Controllate subito in anteprima che le sessioni inizino ad arrivare.
2. Con Google Tag Manager
Se usate già Google Tag Manager, create un tag HTML personalizzato (o il template ufficiale disponibile nella Community Gallery, se presente per Contentsquare/Hotjar), incollate lo snippet, associate l’attivatore All Pages e pubblicate il contenitore. È la via più ordinata: potete sospendere il tag, legarlo al consenso e versionare le modifiche. Se Tag Manager è ancora nuovo per voi, partite dalla nostra guida completa a GTM.
3. Plugin WordPress
Su WordPress esistono plugin di terze parti e, a seconda del momento, integrazioni ufficiali o guide per inserire lo script via tema child / header. Preferite sempre una soluzione che non richieda di hardcodare lo script nel file del tema parent. Dopo l’installazione:
- verificate che lo script sia presente in produzione (e non solo in staging);
- escludete il traffico interno (IP del team);
- collegate eventuali integrazioni (Slack, Jira, strumenti di analytics) disponibili sul piano;
- impostate masking e regole di consenso prima di guardare le prime replay.
Un errore frequente è installare il tag e dimenticare il consenso: in Europa, senza un segnale chiaro, rischiate sessioni spezzate o dati incompleti. Ne parliamo nel capitolo privacy; se usate già Google, allineate il flusso a Consent Mode V2 e alla CMP del sito.
Dopo il go-live fate un controllo di qualità in tre punti: (1) lo script compare nel codice sorgente delle pagine chiave; (2) una visita di test con consenso accettato genera una sessione visibile in dashboard entro pochi minuti; (3) una visita con consenso rifiutato non produce una replay utilizzabile secondo le regole che avete impostato. Se uno dei tre fallisce, fermatevi prima di trarre conclusioni sui dati.
Prezzi e piani Hotjar/Contentsquare 2026

I prezzi sotto derivano dalla pagina ufficiale contentsquare.com/pricing/ (Experience Analytics), consultata a novembre 2026. I valori sono in dollari USA sul sito; Contentsquare indica che i clienti europei sul Growth vengono fatturati in euro. Verificate sempre il totale IVA e il cambio sul checkout.
| Piano | Prezzo indicato | Sessioni / mese | Punti chiave |
|---|---|---|---|
| Free | 0 $ forever | fino a 200k | 1 mese data access, 1 progetto, replay/heatmap/funnel, errori e performance, survey base. Replay capture 5% (max 10k), accesso replay 1 mese |
| Growth | 49 $/mese oppure 39 $/mese con fatturazione annuale (−20%) | scala da circa 7k a 10m | 13 mesi data access, 3 progetti, zone heatmap, journey, impact quantification, Sense AI, riassunti. Replay 15% (min 20k), accesso replay 2 mesi |
| Pro / Enterprise | preventivo (Experience Platform) | da 1m a illimitato (secondo tabella) | più progetti, journey avanzati, attribution, SLA e AI avanzate |
| VoC Growth | da circa 79 $/mese (toggle annuale) | risposte survey (Free VoC: 100/mese) | linea Voice of Customer separata per feedback e survey avanzate |
Altre condizioni utili dalle FAQ di billing:
- prova Growth 15 giorni senza carta di credito all’apertura account;
- garanzia 30 giorni money-back sul Growth;
- pagamento annuale con carta/PayPal: sconto 20% (non applicabile se pagate a fattura, secondo la FAQ);
- bundle: 10% di sconto sul piano Growth più basso se prendete due Growth a pagamento (Experience Analytics + VoC);
- i limiti di sessioni/risposte sono a livello di account/regione, non «per sito» in senso stretto: se avete più domini nello stesso progetto, condividono il tetto.
Quando il Free basta? Se il traffico è sotto le 200k sessioni e vi servono heatmap + qualche replay + un funnel base, potete partire da zero euro. Il Growth ha senso quando vi servono storico più lungo (13 mesi), più progetti, zone heatmap, journey e AI. Oltre, Pro/Enterprise è terreno da preventivo: tipicamente team mid-market o enterprise con requisiti di sicurezza, SSO SAML e supporto dedicato.
Due avvertenze sui numeri. Prima: la scala sessioni del Growth «da 7k a 10m» è una forchetta di listino; il prezzo effettivo dipende dal pacchetto sessioni che selezionate in fase di acquisto, quindi non trattate i 39–49 $ come un tetto illimitato di traffico. Seconda: se raggiungete il limite mensile su Free o Growth, secondo le FAQ ufficiali non ricevete nuovi dati di heatmap e funnel fino al reset del mese — pianificate l’upgrade prima del picco (saldi, campagna TV, lancio prodotto), non il giorno dopo.
Hotjar/Contentsquare vs Microsoft Clarity: quale scegliere

La domanda arriva sempre: meglio Contentsquare (ex Hotjar) o Microsoft Clarity? Non c’è un vincitore assoluto: dipendono da budget, volume e profondità di analisi. Abbiamo già pubblicato la guida completa a Microsoft Clarity; qui il confronto è onesto e aggiornato al 2026.
| Aspetto | Contentsquare (ex Hotjar) | Microsoft Clarity |
|---|---|---|
| Costo base | Free fino a 200k sessioni; Growth da 39–49 $/mese | Gratuito forever, senza piano a pagamento da sbloccare |
| Limite traffico | Sì (per piano); oltre il tetto Free/Growth smettete di ricevere nuovi dati heatmap/funnel fino al reset | Microsoft dichiara nessun limite di traffico |
| Heatmap e replay | Sì, con capture replay percentuale e retention definite per piano | Sì; replay con limiti giornalieri di storage e retention documentati da Microsoft |
| Survey / VoC | Sì (base + linea VoC a pagamento) | No (focus su behavior analytics) |
| Funnel / journey | Funnel già nel Free; journey e impact su Growth+ | Insight e filtri comportamentali; funnel nativi meno centrali del prodotto Contentsquare |
| AI | Sense AI chat, riassunti, MCP | Copilot in Clarity (insights, chat, AI visibility) |
| Errori / performance | Inclusi nel Free Experience Analytics | Insight su JS error e comportamenti di frustrazione |
| Quando sceglierlo | Vi servono survey, journey, storico lungo, team multi-progetto o impatto quantitativo | Volete partire subito a costo zero, anche con traffico alto, e accettate un prodotto «Microsoft-first» |
Una regola pratica che usiamo nei progetti: se il sito ha traffico medio-alto e budget zero, partite da Clarity e tenete Contentsquare Free come secondo canale solo se vi servono survey o funnel più strutturati. Se il team CRO ha bisogno di zone heatmap, impact quantification e storico annuale, il Growth di Contentsquare paga il biglietto. In entrambi i casi, abbinate lo strumento a GA4 per i volumi e le sorgenti: le heatmap spiegano il «come», Analytics spiega il «quanti» e il «da dove». Per le basi di Analytics potete ripassare la guida pratica a GA4.
Privacy, GDPR, masking e consenso in Europa

Heatmap e session replay trattano dati di comportamento che, in Europa, vanno inquadrati con attenzione sotto il GDPR e le linee guida sui cookie/tracciamento. Contentsquare espone controlli di privacy (mascheramento, permessi, compliance documentata come SOC-2 e ISO 2700x nelle tabelle ufficiali), ma la responsabilità di informare gli utenti e di raccogliere il consenso resta vostra.
Tre pilastri operativi:
- Informativa e banner: dichiarate l’uso di Contentsquare/Hotjar, le finalità (analytics/UX) e le basi giuridiche; collegate lo script alla CMP così che parta solo con il consenso richiesto nel vostro caso.
- Masking: oscurate campi sensibili (email, telefono, dati sanitari o finanziari, aree riservate) prima che le replay lascino il browser. Impostate le regole in fase di setup, non dopo aver già registrato sessioni «nude».
- Allineamento al consenso analytics: se usate anche Google, tenete coerente il segnale di Consent Mode V2 e quello inviato a Contentsquare. Un utente che rifiuta analytics non dovrebbe finire in una replay consultabile.
Una metafora utile: la replay è una telecamera in negozio. Potete filmarla per capire se la corsia è congestionata, ma dovete coprire le targhe e i documenti sul bancone. Il masking è quella copertura; il banner è il cartello all’ingresso.
Sul piano legale non sostituiamo il vostro DPO o consulente privacy: verificate sempre il DPA di Contentsquare, la localizzazione dei dati e le clausole per i trasferimenti. Sul piano tecnico, testate il rifiuto cookie: lo script non deve registrare sessioni complete quando il consenso analytics è negato, secondo le regole che avete definito.
In team marketing piccoli è facile sottovalutare il masking: una replay in cui si legge un indirizzo email o un numero di carta non è «un dettaglio UX», è un incidente. Create una checklist di elementi da mascherare (form lead, area account, checkout, chat) e rivedetela a ogni redesign. Se lavorate con agenzie esterne, limitate i permessi utente: non tutti i collaboratori devono poter scaricare o condividere le registrazioni.
Come usare Hotjar nel workflow CRO

Installare Contentsquare non migliora la conversione da solo. Serve un metodo. Ecco il ciclo che consigliamo nella categoria CRO.
- Partite da un numero in GA4 (o nel vostro analytics): pagina con molte visite e poche conversioni, step del funnel con il calo più netto, dispositivo che performa peggio.
- Aprite la heatmap di quell’URL: scroll map per capire se il CTA è sotto la piega, click map per vedere dead click e zone ignorate.
- Filtrate i session replay su quella pagina per frustrazione o abbandono: dieci sessioni mirate valgono più di cento casuali.
- Chiedete il perché con una survey mirata (uscita dal carrello, dopo un errore, sulla scheda prodotto): poche domande, alto intento.
- Formulate un’ipotesi e testatela: spostare il CTA, semplificare il form, chiarire la spedizione. Se il traffico lo consente, chiudete il cerchio con un A/B test.
- Misurate di nuovo in analytics e nelle heatmap: i rage click sono calati? Il tasso di conversione è salito?
Il passaggio che fa la differenza è collegare la correzione a un risultato economico, non solo a un grafico più «bello». Nel pezzo su ConversionLab e la misura di conversioni e ROI trovate il ponte tra insight UX e ritorno sull’investimento.
In sintesi: cercate ancora «hotjar» perché il nome è entrato nel vocabolario del marketing italiano, ma nel 2026 il prodotto operativo è Contentsquare. Partite dal Free se vi basta osservare; salite al Growth quando vi servono storico, zone e AI; tenete Clarity come alternativa a costo zero; e non saltate mai masking e consenso. Le heatmap senza metodo sono un screensaver costoso: con un workflow CRO diventano una lista di cose da sistemare, in ordine di impatto.



